L’Androide Minacciato Alla Radice

Questa mattina, il buongiorno non ce lo porta l’aroma di caffè e un bel croissant al burro, ma l’ennesima nota di Lookout che segnala l’ennesimo malware per il mai troppo cagionevole Androide. La minaccia viene ancora dall’Estremo Oriente, ed in particolare dalla Cina che si conferma terra ostica per la salute virtuale del Sistema Operativo di Mountain View (mi verrebbe da dire che l’Androide è proprio sensibile alla Cinese).

I sintomi usuali ci sono tutti: il Market Parallelo ed un eseguibile chiamato zHash, che ricalca l’orma del predecessore DroidDream, in grado di rootare (non è una parolaccia ma un improbabile improvvisato neologismo a cui dovremo purtroppo abituarci) il dispositivo mediante il medesimo exploit exploid.

Naturalmente, per non farsi mancare niente, è stata registrata una versione della stessa applicazione anche nel Market Ufficiale, con lo stesso nome, contenente quindi lo stesso exploit, ma priva del codice necessario per invocarlo. Magra consolazione in quanto è sempre meglio non avere il nemico in casa anche se dormiente.

Ad ogni modo l’applicazione, che sembra abbia avuto 5000 download, è stata già rimossa da Google che ha esercitato ancora una volta (sta diventando un’abitudine troppo frequente) la possibilità di disinstallare l’applicazione da remoto (ovviamente la rimozione “coatta” è stata attuata solo per le versioni scaricate dal market ufficiale).

Per inciso la pericolosità del malware sembra relativamente bassa. Ovviamente una volta che il terminale è stato compromesso illecitamente (all’insaputa dell’utente), potrebbe poi essere vittima di altre applicazioni malevole facenti leva sui permessi di root indebitamente acquisiti.

Per ora nessuna altra informazione, rimangono comunque valide le, mai troppo citate, usuali raccomandazioni:

  • Evitare, a meno che non sia strettamente necessario, di abilitare l’opzione di installazione delle applicazioni da Sorgenti Sconosciute (pratica definita anche “sideloading”).
  • Fare attenzione in generale a ciò che si scarica e comunque installare esclusivamente applicazioni da sorgenti fidate (ad esempio l’Android Market ufficiale, le cui applicazioni non sono infette). Buona abitudine è anche quella di verificare il nome dello sviluppatore, le recensioni e i voti degli utenti;
  • Controllare sempre i permessi delle applicazioni durante l’installazione. Naturalmente il buon senso corrisponde al migliore anti-malware per verificare se i permessi sono adeguati allo scopo dell’applicazione;
  • Fare attenzione ai sintomi comportamenti inusuali del telefono (ad esempio strani SMS o una sospetta attività di rete) che potrebbero essere indicatori di una possibile infezione;
  • A questo punto, aimé (e torniamo al tema da poco discusso relativo al costo della sicurezza, valutare una applicazione anti-malware tra le molteplici offertae, destinata oramai a diventare un inseparabile companion.

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