La Città (Verde) Tra Le Nuvole

Il titolo dell’articolo apparentemente richiama la romantica Cloud City, città tra le nuvole che contraddistingue le gesta di Han Solo e Lando Calrissian nell’Episodio V di Guerre Stellari. In realtà alla Cloud City basta aggiungere un aggettivo ecologico per creare il termine Green Cloud City che identifica il progetto su cui stanno lavorando, su tre filoni paralleli, altrettanti colossi del settore, Cisco, IBM e Microsoft (in rigoroso ordine alfabetico) con l’intenzione di realizzare la Città del futuro, dove Mobility, Green ICT  e Tecnologie Cloud si sposano per garantire servizi avanzati ai cittadini.

Il progetto di Cisco si colloca all’interno di una iniziativa più vasta definita Smart+Connected Community che mira a fornire ai cittadini servizi di collaborazione e connettività avanzata grazie all’intelligenza fornita dalla rete. Il progetto pilota è attualmente in corso presso la città coreana di Busan (3.6 milioni di abitanti) e mira, entro il 2014, a fornire ai cittadini una serie di servizi, mobili e condivisi, ospitati sul cloud, atti a migliorare la mobilità urbana, l’impatto delle distanze, la gestione dell’energia e le condizioni generali di sicurezza.

I pilastri su cui si basa l’iniziativa sono il cloud e le tecnologie mobili: il primo fornisce l’infrastruttura, di tipo platform-as-a-service (PaaS) nella prima fase, necessaria allo sviluppo delle applicazioni mobili; e di tipo software-as-a-service (SaaS) nella fase 2, prevista nel 2012, in cui i primi servizi (ad esempio gestione documentale e billing automation saranno disponibili a tutti i cittadini). Come si è facilmente intuito, mobili sono invece i terminali che potranno usufruire delle applicazioni a partire dalla fase 2, accesso applicativo che vedrà il pieno compimento nella fase 3, prevista per il 2014, quando le applicazioni saranno accessibili a tutti. Il motivo del connubio in ambito cittadino è presto detto: i terminali mobili costituiscono il punto di accesso dei cittadini ai servizi, possono autenticare in maniera forte e fornire nel contempo le informazioni in tempo reale necessarie al funzionamento dell’ecosistema. Il cloud fornisce invece l’infrastruttura che garantisce la potenza di calcolo, la la dinamicità e la flessibilità necessarie per gestire una mole di dati così ingente e verso la quale stanno migrando le tecnologie dei partner Cisco in questo progetto.

Il progetto di IBM è chiamato The Smarter City e mira  a integrare tutti gli aspetti di gestione di una città (traffico, sicurezza, servizi ai cittadini, etc.) all’interno di una infrastruttura IT comune. Pochi giorni fa l’annuncio che all’iniziativa parteciperanno alcune importanti città del Globo, quali Washington e Waterloo (Ontario). Il caso di Washington in particolar modo è significativo perché dimostra come la gestione unificata dei parametri di una città mediante una intelligenza (e una infrastruttura software) comune possa apportare benefici agli utenti su molteplici piani. Basti pensare ad esempio ad una utility che è in grado di ottimizzare i consumi grazie agli Smart Meter (rilevatori di consumo intelligenti bidirezionali equipaggiati con uno stack IP per le comunicazioni) e di ottimizzare nel contempo interventi di manutenzione grazie alla possibilità di conoscere il traffico in tempo reale ed altri servizi mobili (fatturazione, verifica consumi, etc. grazie al supporto delle tecnologie mobili. Anche per questa iniziative, nubi virtuali si stagliano all’orizzonte in quanto il progetto può essere integrato con l’infrastruttura IP di una città ma può anche essere ospitato in ambito cloud per consentire, soprattutto nel caso delle città più piccole, la coesistenza, logicamente separata, di diverse entità in una stessa infrastruttura tecnologica.

Sul carro del Green ICT su scala cittadina (e anche oltre) è salita anche Microsoft, mediante la propria iniziativa SERA (Smart Energy Reference Architecture) dedicata alla creazione di un framework comune per l’interoperabilità di diversi dispositivi di misurazione intelligente. L’ultimo progetto in ordine di tempo è quello realizzato con il gigante energetico francese Alstom. Anche in questo caso nel cielo Azure di Microsoft si stagliano nubi tecnologiche, nel senso che il progetto utilizza in maniera importante tecnologie di cloud.

Ovviamente in tutti i casi evidenziati il cloud fornisce potenza di calcolo, dinamicità, flessibilità, capacità di aggregare ad un livello astratto fonti di dati così eterogenee, ma un dubbio (e anche consistente) rimane… La sicurezza…  A prescindere dal ritorno degli investimenti (per cui non c’è ancora una casistica consistente vista la relativa gioventù dei casi sopra citati), simili iniziative potranno riuscire nel loro scopo solamente se supportate da un solido modello di sicurezza e privacy. Già di per sè, come ho avuto modo di approfondire nel caso delle smart grid, l’apertura al mondo IP espone sistemi non nativamente concepiti per essere aperti a nuove tipologie di minacce. Il cloud sicuramente rende il quadro ancora più delicato perchè centralizza il punto di elaborazione delle informazioni (ma questo paradossalmente potrebbe anche essere un vantaggio) e consente la coabitazione di dati eterogenei, ancorché logicamente separati, sulla medesima infrastruttura. Compromettendo l’unico punto che contiene tutti i dati, provenienti da sorgenti eterogenee che governano i processi fisiologici di una città, gli impatti sarebbero estremamente dannosi in quanto influenzerebbero il sistema a diversi livelli e gli utenti a diversi servizi. Senza contare le mire dei Cyberterroristi che potrebbero, con un unico attacco informatico (e quindi con elevate possibilità di nascondersi) mettere in ginocchio le maggiori città del globo.

Comunque non preoccupatevi, passerà ancora un po’ di tempo prima che le città arriveranno ad un modello così evoluto. Ci arriveranno sicuramente prima le automobili. Ma chissà perché la cosa non mi tranquillizza per niente. E poi un dubbio mi rimane: secondo voi tra Cisco, IBM e Microsoft, quale sarà la prima ad essere “bucata”? Chissà perché ma temo di sapere la risposta…

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