Ancora Su Stuxnet (II Parte)

Sto veramente invecchiando…

Lunedì 29 novembre, ero con David, dopo una riunione stavamo cercando di seppellire una improbabile pizza con un caffè, e siamo rimasti colpiti da un passaggio veloce su SkyNews 24 in cui si riportava una dichiarazione di Ahmadinejad, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, relativa ad una infezione informatica che ha preso d’assalto le proprie Centrali Nucleari. Naturalmente entrambi abbiamo subito pensato a Stuxnet, il virus informatico di cui ho ampiamente discusso. Ho pensato di approfondire la notizia nel corso della giornata, ma alla fine ho avuto il tempo solamente per una fugace occhiata: probabilmente mi è passata inosservata o meglio è stata messa in silenzio dall’eco mediatico relativo a fiducia del governo e bunga bunga vari.

Stamattina, dopo 20 giorni, stavo sfogliando la Rete alla ricerca del sonno perduto, ovviamente non sono riuscito a ritrovare il sonno ma in compenso mi sono imbattuto casualmente in una interessantissima discussione sull’argomento ospitata dal gruppo Italian Security Professional di Linkedin, e ho scoperto (meglio tardi che mai) cosa è accaduto il 29 novembre 2010.

In quella data, in un attentato a Teheran è stato ucciso Majid Shahriari, scienziato nucleare iraniano. Quasi comtemporaneamente a Teheran, lo stesso giorno, in un attentato analogo un altro scienziato coinvolto nel programma nucleare iraniano, Fereydoon Abbasi, è rimasto ferito.

Ci sono alcune discordanze tra gli articoli che ho trovato, sia relative alla modalità dell’attentato, sia relative all’effettivo coinvolgimento della vittima nel programma nucleare iraniano, tuttavia il collegamento con l’affaire del virus delle centrali sorge spontaneo. Boutade mediatica, effettiva guerra alle centrali nucleari iraniane da parte di Israele o mere coincidenze? Ai posteri (ma non troppo) l’ardua sentenza…

3 thoughts on “Ancora Su Stuxnet (II Parte)

  • December 20, 2010 at 11:09 pm
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    La mia tesi di laurea si occupò proprio da un incidente capitato ad un altro reattore nucleare (in Ohio se non sbaglio). A causa di un warm il reattore iniziò a surriscaldarsi e si spinse oltr ei livelli di sicurezza.Lo fermarono in tempo, ma restò chiuso per mesi e mesi. Fu uno degli incidenti “ambientali” riconducibili a rischio informatico, più interessanti che studiai nel mio elaborato. Ma non fu il solo…

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  • December 20, 2010 at 11:47 pm
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    Eh già… E ci sono stati anche altri precedenti ben più vicini a noi, ad esempio nel 2004 in Grecia, le centrali Ericsson AXE furono vittima di un software malevolo in grado di utilizzare le caratteristiche built-in di di “lawful interception” per intercettare il traffico di importanti esponenti del governo, tra cui il primo ministro, da agosto 2004 a marzo 2005. Anche in quell’occasione ci scappò il morto…

    http://en.wikipedia.org/wiki/Greek_telephone_tapping_case_2004-2005

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