Quando il telefono diventa virtuale…

Si parla molto in questo periodo di virtualizzazione. Nel corso del 2010 questo termine è diventato la parolina magica che apre tutte le porte (assieme al prefisso “i” da apporre a qualsiasi parola a piacimento). Concetti quali virtualizzazione di server, desktop componenti di rete, firewall, applicazioni, sono ormai familiari e alla base della quasi totalità degli attuali progetti ICT. A questo trend sino ad ora sono sfuggiti solamente gli smartohone, almeno sino al 2011, poiché sembra proprio che nel corso del prossimo anno il concetto di virtualizzazione approderà anche sui nostri cari smartphone.

VMware ed LG hanno appena firmato un accordo per la produzione di una piattaforma congiunta  hardware e software in grado di ospitare due account (e quindi due telefoni) distinti sullo stesso terminale. Nella prima fase (si prevede nel corso del 2011) i dispositivi LG, utilizzando la piattaforma VMware MVP (Mobile Virtualization Platform), potranno far girare in modo sicuro sullo stesso dispositivo un account lavorativo completamente isolato da un account utente mediente la piattaforma. Secondo una indagine Vmware il 75% degli utenti Enterprise utilizza il proprio telefono aziendale per scopi personali ed è evidente come questo uso “promiscuo” esponga involontariamente una azienda a rischi di sicurezza in termini di perdita e compromissione dei dati (considerato che ormai i dispositivi mobili sono concepiti come vere e proprie estensioni dell’ufficio).

Grazie a questa tecnologia (non a caso si stanno diffondendo rapidamente terminali con 2 SIM) sarà possibile creare sul medesimo smartphone un ambiente enterprise virtuale sicuro, con accesso autenticato, in grado di conservare i dati senza rischi di sicurezza, gestito centralmente, reso sicuro da verifiche di conformità prima di qualsiasi accesso alla base informativa aziendale (ormai il NAC è disponibile anche per gli OS mobili), cifrato e con una propria rubrica. Nel contempo sullo stesso dispositivo sarà possibile ospitare un terminale virtuale personale per giocare ad Angry Birds in tutta tranquillità. L’utente potrà passare da un profilo all’altro a seconda delle necessità.

Poichè la virtualizzazione crea un livello astratto (a livello di dispositivi fisici e di driver) su cui si possono appoggiare diversi sistemi operativi, successivamente potranno essere ospitati diversi OS mobile sullo stesso terminale (a prescindere da problemi di licenza, qualcosa mi fa pensare che iPhone OS non sarà della mischia), sia esso uno smartphone o un tablet (c’è gia chi sta effettuando in modo non ufficiale il porting di Android su iPad). Sarà divertente vedere come verranno gestire le licenze, assisteremo ad un Android OEM? Nel frattempo fioriscono le startup.

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